Modello di organizzazione ex D.Lgs 231/01

Il Decreto Legislativo 231/2001 ha introdotto nel nostro sistema la responsabilità da reato degli enti collettivi (da intendersi come enti, società ed associazioni anche prive di personalità giuridica) per i reati commessi nell’interesse o con vantaggio degli stessi da persone fisiche in posizione apicale (es. amministratori, dirigenti) o sottoposte alla direzione o vigilanza delle stesse.

L’Art. 9 del decreto ha introdotto a carico delle società sanzioni amministrative di tipo pecuniario per quote e di tipo interdittivo (revoca di concessioni, licenze e autorizzazioni, divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, revoca e divieto di accesso a finanziamenti e agevolazioni pubblici) che possono avere conseguenze assai pesanti sull’operatività della struttura colpita anche in una fase cautelare (e quindi sulla base della semplice contestazione del reato). L’ente risponde di una autonoma “colpa organizzativa” derivante dall’“inadeguatezza organizzativa”.

I reati dai quali deriva la responsabilità dell’ente sono continuamente aggiornati. Al momento quelli di maggiore rilevanza riguardano i rapporti con la pubblica amministrazione (rapporti in occasione di autorizzazioni, ispezioni e monitoraggi, percezione di erogazioni o agevolazioni, partecipazione ad aste o bandi, gestione di servizi pubblici, utilizzo dei fondi comunitari) quelli connessi alla mancata applicazione o violazione delle norme antinfortunistica, i reati associativi, i reati ambientali.

L’unica difesa dell’ente è l’esimente di cui agli articoli 6 e 7: la preventiva adozione di modelli di organizzazione, gestione e controllo aventi determinate caratteristiche ed idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi, con l’istituzione di un organismo di vigilanza deputato al controllo sull’efficacia dei modelli stessi.

In particolare i modelli devono:

1. individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi reati;

2. prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire;

3. individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati;

4. prevedere obblighi di informazione nei confronti dell'organismo di vigilanza;

5. introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.

L’Associazione Asterisco si è dotata del Modello di organizzazione, gestione e controllo al fine di garantire che le proprie attività siano gestite conformemente ai principi di adeguata organizzazione e del d.lgs. 231/2001.

E’ stato di conseguenza istituito l’Organismo di Vigilanza e Controllo con adeguati requisiti di autonomia ed indipendenza, contattabile all’indirizzo mail OdV231@asterisco.sicilia.it

Di seguito potrete visualizzare la versione “pubblica” del Modello di Organizzazione nonché il Codice Etico, il quale rappresenta prezioso strumento di condivisione e pubblicizzazione delle buone prassi adottate.